Serie A. Terremoto nel mondo arbitrale: in due denunciano irregolarità - I AM CALCIO SALERNO

Serie A. Terremoto nel mondo arbitrale: in due denunciano irregolarità

L'arbitro Eugenio Abbattista
L'arbitro Eugenio Abbattista
BeneventoSerie A

Il calcio italiano non riesce a vivere momenti senza polemiche: dopo la SuperLega, infatti, è arrivato lo scandalo che coinvolge il mondo arbitrale. In cosa consiste l'ennesimo schiaffo alla chiarezza nel mondo del "pallone"?

I vertici della classe arbitrale, come dimostrato da chat e registrazioni telefoniche, "pilotava" le valutazioni degli arbitri stessi in modo da poter, in alcuni casi, prolungare la carriera di Tizio o, in altri casi, favorire quella di Caio. Chi sono i protagonisti?

Ad aver denunciato il fatto alla procura di Roma sono stati Niccolò Baroni e Daniele Minelli, due "vittime" di questo sistema, che sono stati dismessi nel 2020 perché, nella graduatoria di merito, su 25, si sono classificati al terzultimo e penultimo posto, come riportato anche da un preciso servizio del TG de "La7". Ad essere stati favoriti al loro posto, sono stati Eugenio Abbattista, arrivato alle 8 stagioni nella stessa categoria e quindi da dismettere per "anzianità", e Ivan Robilotta, ultimo classificato nella graduatoria di merito ma "salvato" da una deroga al regolamento in quanto esordiente.

Abbattista potrà continuare ad arbitrare per il rendimento avuto nell'ultima stagione ed in special modo per quanto fatto nel play-off di Serie B tra Spezia e Chievo, arbitrato nello scorso agosto. In quella partita, infatti, era stato valutato con il voto di 8,70, il massimo possibile. Dalle chat rivelate, l'allora responsabile della commissione di Serie B, Emilio Morganti, chiede una valutazione di 8,60 per tutti ma poi, accorgendosi che qualcosa non va bene, chiede di mettere 8,70 ad Abbattista. Tuttavia, l'osservatore Di Fiore, che aveva valutato Abbattista con 8,60 durante la partita in oggetto, chiede spiegazioni circa la variazione a Morganti che, davanti all'evidenza, va in difficoltà e lascia intendere, dal tono di voce e dal tipo di difesa, di essere stato a sua volta condizionato.

Insomma, una inchiesta che, se dovesse confermare quanto emerso da chat ed intercettazioni, potrebbe causare un vero terremoto non solo nel mondo arbitrale ma in tutto il calcio nazionale. 

La Redazione